Il consigliere regionale del Pd sul movimento studentesco
toscano:“Con la
riforma Gelmini non c’è una nuova idea di scuola ma solo
tagli”
“Un movimento straordinario, una manifestazione che da molto non si
vedeva in queste proporzioni. Una protesta matura che il Governo deve ascoltare”.
Così Diego Ciulli, consigliere
regionale del Pd, che ha partecipato alla manifestazione regionale di
stamattina a Firenze degli studenti toscani di protesta contro la riforma della
scuola del ministro Gelmini. “Gli
studenti – spiega Ciulli – stanno manifestando per sé stessi ma
soprattutto per il futuro, per quello che aspetta la scuola e l’università
italiana. La riforma del ministro Gelmini porterà solo tagli, una visione
dell’istruzione orientata a garantire il minimo indispensabile e a non
investire sulla qualità e l’eccellenza, che purtroppo dovremo andare a cercare
altrove. L'attacco alla scuola portato avanti dal Governo è pesante, perché,
appunto, porta avanti semplicemente meno scuola e meno università pubbliche”.
“Gli studenti hanno ragione – continua Ciulli - questo
è un movimento molto diverso da quello
degli ultimi anni, oltre ad essere molto più vasto e la mobilitazione di oggi a
Firenze lo dimostra, ha anche la capacità di coinvolgere tutti, dalle scuole fino
alle università. Sono solidale con la loro protesta e capisco la loro
preoccupazione per il futuro della scuola e dell’università. L’Italia, pur
risultando nei primi posti delle classifiche europee e mondiali per quanto
concerne la produttività scientifica, da tempo soffre un significativo
disallineamento rispetto alla tendenza dei partner dell’Unione Europea per il
sostegno al sistema universitario. La spesa totale destinata all’università in
Italia, infatti, è fortemente minore rispetto alla media europea”.
“Il Governo e il ministro Gelmini in particolare – conclude Ciulli – non possono non ascoltare questa protesta, il futuro della scuola va
garantito, ma soprattutto non possiamo pensare che l’Italia continui a perdere
terreno per la qualità della didattica e della ricerca, e
conseguentemente sulla capacità di mantenere nell’ambito nazionale saperi e
competenze necessarie alla crescita culturale, tecnologica, produttiva del
paese. Il tentativo di demolire l’Università pubblica, e con essa l’intero
sistema della formazione e della ricerca, perseguito da questo Governo, è
quindi inaccettabile”.
| inviato da
diegociulli il 21/10/2008 alle 17:15 | |